Ci sono giorni dell’anno in cui Sansepolcro sembra cambiare volto.
Le bandiere tornano a muoversi sopra le piazze, il suono dei tamburi attraversa le strade del centro storico, compaiono costumi rinascimentali, mercati, balestrieri e antichi rituali. Non è una ricostruzione pensata soltanto per chi arriva da fuori: per i biturgensi, settembre è qualcosa che appartiene alla città.
È il Settembre Biturgense, il periodo delle Feste del Palio della Balestra, quando Sansepolcro ritrova una parte profonda della propria identità e la porta nuovamente nelle strade.
Nel 2026 gli appuntamenti accompagnano la città dal 1° al 13 settembre, fino al momento più atteso: la secolare sfida tra i balestrieri di Sansepolcro e quelli di Gubbio.
Non una rievocazione, ma una tradizione ancora viva.
La particolarità del Settembre Biturgense sta proprio qui: il passato non viene semplicemente mostrato, ma vissuto.
Dietro alle bandiere, ai cortei e alle balestre ci sono associazioni, volontari, famiglie e cittadini che durante l’anno custodiscono gesti, musiche e rituali per poi riportarli nel cuore del Borgo.
Per alcuni giorni il Rinascimento esce così dai musei e torna nei luoghi ai quali appartiene.
Piazza Torre di Berta diventa campo di sfida, le vie del centro accolgono sfilate e spettacoli, le Logge ospitano il Mercato di Sant’Egidio e gli antichi rioni di Porta Romana e Porta Fiorentina tornano simbolicamente a confrontarsi.
È forse questo coinvolgimento collettivo a rendere le Feste del Palio così diverse da molte altre manifestazioni storiche: Sansepolcro non interpreta semplicemente una parte. Racconta sé stessa.
Il Rinascimento torna nelle strade di Sansepolcro.
Il legame con il Rinascimento, del resto, qui non potrebbe essere più naturale.
Sansepolcro è la città di Piero della Francesca e Luca Pacioli e conserva ancora oggi nel proprio centro storico testimonianze di una stagione culturale straordinaria.
Durante il Settembre Biturgense questo patrimonio assume una dimensione differente. Ai luoghi e alle opere si aggiungono suoni, colori e movimento.
Nel programma 2026 trovano spazio il Mercato di Sant’Egidio, gli spettacoli rinascimentali, il teatro popolare, i Giochi di Bandiera, i giochi antichi dedicati anche ai più giovani, concerti e cerimonie che conducono progressivamente verso il Palio.
Non vogliamo però raccontarvi qui ogni singolo appuntamento: il bello è anche scegliere come vivere queste giornate.
L'attesa del Palio comincia molto prima della sfida.
Chi conosce Sansepolcro sa che il Palio della Balestra non comincia nel momento in cui il primo balestriere prende la mira.
L’attesa cresce nei giorni precedenti.
C’è il Palio dei Rioni, con la sfida tra Porta Romana e Porta Fiorentina. C’è il Concerto Propiziatorio. C’è la secolare Offerta della Cera nella Cattedrale. Ci sono l’uscita dell’Araldo e l’investitura del Maestro di Campo.
Gesti che preparano lentamente la città alla domenica del Palio.
Poi arriva il momento della sfida.
Il 13 settembre 2026, Piazza Torre di Berta accoglierà ancora una volta i balestrieri di Sansepolcro e Gubbio.
La distanza dal bersaglio è la stessa per tutti. Il silenzio precede il tiro. La verretta parte.
Per qualche istante un’intera piazza guarda nella stessa direzione.
Ed è forse in quel momento che si comprende davvero perché questa tradizione continui ad avere un significato così forte.
Settembre ha anche il sapore delle tavole che si riempiono.
Ma il Settembre Biturgense non vive soltanto nelle piazze.
Vive anche nelle persone che si incontrano, negli amici che tornano in città, nelle famiglie che approfittano delle Feste per stare insieme e nelle tavole attorno alle quali la giornata continua.
Settembre, del resto, è un mese particolarmente bello anche per la cucina.
L’estate non è ancora completamente finita, mentre iniziano ad affacciarsi i primi sapori che accompagneranno l’autunno. È un periodo di passaggio, ricco di materie prime e suggestioni diverse.
All’Osteria Il Giardino di Piero, nel centro storico di Sansepolcro, vivere questi giorni significa anche accogliere chi arriva per il Palio e chi, dopo aver seguito una sfilata o passeggiato tra le vie del Borgo, sceglie di proseguire l’esperienza a tavola.
Non serve creare per forza un “piatto del Palio”.
La cucina fa già parte della festa attraverso qualcosa di molto più semplice: il piacere di sedersi, mangiare insieme e ritrovarsi.
Perché settembre, per un biturgense, non è mai soltanto settembre.
Ci sono tradizioni che sopravvivono perché vengono ricordate.
Altre continuano a vivere perché qualcuno, ogni anno, sceglie ancora di dedicarvi tempo.
Il Settembre Biturgense appartiene a queste ultime.
Dietro ogni bandiera lanciata in aria, ogni costume indossato, ogni banco di tiro preparato e ogni strada attraversata dal corteo c’è una comunità che continua a riconoscersi nella propria storia.
Ed è per questo che, per capire davvero Sansepolcro, settembre è forse uno dei momenti più belli in cui arrivare.
Non soltanto per assistere al Palio della Balestra, ma per vedere una città che, per qualche giorno, rende visibile qualcosa che porta con sé durante tutto l’anno.
La propria storia.
